Un’esperienza industriale di economia circolare nella produzione del metallo duro

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07 Dicembre 2021

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Il 2 dicembre u.s. l’ing. Gian Pietro De Gaudenzi, responsabile del laboratorio HI.Lab, ha presentato il successo del modello di economia circolare attuato dal Gruppo OMCD

I metalli duri (HM), conosciuti anche come carburi cementati, sono una classe di materiali compositi, che giocano un ruolo strategico nelle moderne economie industriali e nella società del benessere. Già utilizzati nella produzione dei motori a combustione interna, sono oggi fondamentali, ad esempio, per la produzione dei motori di trazione dei più recenti veicoli ibridi/elettrici. Le loro eccezionali proprietà, che combinano valori di durezza superiori agli acciai per utensili con “valori di tenacità superiori alla ceramica“, hanno reso gli HM la scelta di riferimento per la produzione di utensili da taglio e formazione e componenti resistenti all’usura in un’ampia varietà di applicazioni diverse.

Attualmente, circa due terzi del tungsteno prodotto a livello globale è impiegato per produrre i carburi di tungsteno cementati. La classificazione UE di tungsteno e cobalto ( altro componente fondamentale dei metalli duri) tra le Materie Prime Critiche, “perché i rischi di carenza di approvvigionamento e i loro impatti sull’economia sono più elevati rispetto alla maggior parte delle altre materie prime”, insieme alle questioni geo-politiche, hanno evidenziato la necessità di ottimizzare e diffondere i processi di recupero dei valori della materia prima, lungo tutto il ciclo di vita del metallo duro.

Da oltre dieci anni il dott. Marcheselli di FILMS S.p.A. (azienda afferente al Gruppo OMCD), in collaborazione con il Prof. Polini dell’Università di Roma “Tor Vergata” e, più recentemente, con la Prof.ssa Serpe dell’Università di Cagliari, ha implementato e sviluppato un modello per massimizzare l’utilizzo di materie prime recuperate nel processo produttivo dei metalli duri, che oggi permette di risparmiare circa il 70% del consumo di risorse naturali.

Attualmente, sempre in collaborazione con le università, sono in corso altri progetti di ricerca per migliorare ulteriormente il nostro modello di economia circolare, con l’obiettivo di ridurre a meno del 10% il fabbisogno complessivo di materie prime “vergini”.

Questo lavoro è stato parzialmente finanziato dal Ministero Italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare [progetto CoWaste, 2019]

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